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fumo e denti
Smettere di fumare fa bene (anche) ai denti

Fumo e denti, un binomio da evitare assolutamente.

Sia il fumo da tabacco, sia quello proveniente dalle tanto osannate sigarette elettroniche sono pericolosi per la salute di tutto il cavo orale.

Un altro abbinamento da evitare è quello tra fumo e alcool. Questo è un mix potenzialmente letale per la bocca e non solo.

Non vogliamo fare dell’allarmismo ma le cifre parlano chiaro in tal senso: chi è fumatore e consumatore d’alcool abituale presenta un rischio 15 volte maggiore di ammalarsi di tumore rispetto a chi non lo è.

Quindi, in buona sostanza, smettere di fumare è la cosa migliore che tu possa fare per te stesso.

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terapia parodontale
Terapia parodontale non chirurgica: alcune considerazioni

La parodontite è una delle patologie orali più diffuse e aggressive; colpisce larga parte della popolazione portando, nei casi più gravi, persino alla perdita dei denti naturali.

Abbiamo già avuto l’occasione di parlare di questo “male oscuro e silenzioso” in diversi articoli pubblicati sul nostro blog: in particolare ci siamo soffermati sul legame tra parodontite e cirrosi epatica e sulla fototerapia come possibilità terapeutica.

Ci preme, tuttavia, fare ulteriori considerazioni su questo tema soffermandoci in particolare sulla reale efficacia di una terapia parodontale non chirurgica.

 

Lo “scaling and root planing”

In verità possiamo tranquillamente affermare che oggigiorno la terapia parodontale non chirurgica rappresenti una delle soluzioni più valide e apprezzate.

Ci riferiamo in particolare alla tecnica dello “scaling and root planing”, la quale consente di rimuovere meccanicamente il biofilm batterico che si accumula nel tempo su denti e gengive e che è causa della malattia parodontale.

Tuttavia, questa tecnica clinica spesso non risolve totalmente il quadro della patologia che può essere coadiuvato anche da altri sussidi terapeutici.

Per questo motivo la tendenza oggi è quella di integrare la tecnica dello “scaling and root planing” con altri tipi di terapia che non contemplino sempre e comunque il ricorso alla chirurgia parodontale.

Probiotici + scaling denti: una terapia parodontale efficace

Vi abbiamo già accennato alla fototerapia che rappresenta certamente una metodologia efficace nella cura della parodontite, ma esistono anche trattamenti – per così dire – più “naturali”.

I probiotici, in particolare, sembrano avere un effetto coadiuvante davvero molto efficace.

Si tratta nella fattispecie di microrganismi che vanno a inibire la proliferazione batterica del cavo orale e che quindi agiscono all’origine del problema.

Infatti le specie probiotiche, attraverso il miglioramento dell’integrità della barriera intestinale riescono ad ottimizzare la risposta immunitaria delle mucose orali.

Questo conferma ancora una volta che la nostra salute orale dipende in buona parte anche dallo stato di salute generale del nostro organismo.

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cura delle gengive
Cura delle gengive: i consigli dell’esperto

Per una salute orale ottimale è bene avere una buona cura delle gengive.

Le gengive infatti fanno parte della struttura sulla quale i denti si sorreggono.

Pertanto, se si ammalano (parodontite, gengivite), ne risentirà la salute dei denti e di tutta la bocca.

Gengive gonfie, sanguinanti o infiammate sono il sintomo evidente che qualcosa non va.

È bene in questi casi rivolgersi subito al proprio medico dentista per una diagnosi precisa e una terapia efficace.

In ogni caso possiamo mettere in atto alcune buone pratiche quotidiane per cercare di prevenire questo genere di patologie.

 

Pratiche di prevenzione per una buona cura delle gengive

La pulizia e l’igiene dentale sono al primo posto come strumento di prevenzione.

Ma il punto è un altro: COME ci si deve prendere cura delle gengive in fase di pulizia?

Innanzitutto ci preme sottolineare che non servono spazzolini iper-tecnologici o fantomatici collutori disinfettanti.

Ciò che occorre davvero, è sapere come pulire denti e gengive e soprattutto acquisire l’abitudine di farlo tutti i giorni, almeno 2 volte al giorno (non lasciare passare più di 12 ore tra un lavaggio e l’altro).

È consigliabile effettuare oltre alle operazioni di routine anche una pulizia a secco e lavare accuratamente lo spazzolino al termine dell’operazione.

Evitate inoltre di utilizzare regolarmente il classico cappuccio di plastica per coprire la testina poiché è una fonte inesauribile di batteri. Consigliamo di utilizzarlo solo quando ci si deve spostare e immediatamente igienizzarlo se possibile.

 

Cura delle gengive nei bambini

La cura delle gengive è importante anche per i bambini, non sono per gli adulti.

Occorre infatti abituare l’infante a curare la propria igiene orale sin dai primi anni di vita in modo che diventi un’abitudine consolidata.

Ma c’è di più.

È buona cosa pulire e igienizzare anche le gengive dei neonati, quando ancora non sono spuntati i primi dentini. 

Lo si può fare, ad esempio, passando con delicatezza una garza inumidita dopo la poppata ed evitando semplicemente di somministrare sostanze zuccherate, come il miele, per favorire il sonno del neonato.

Seguendo queste semplici norme igieniche ci si può prendere cura delle gengive senza troppe difficoltà.

Tanto basta per scongiurare l’insorgenza di patologie di origine batterica come la parodontite che possono causare persino al perdita dei denti naturali.

 

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retrazione delle gengive
Retrazione delle gengive: sintomi e cure

In questo articolo non parleremo nello specifico delle cause che sono alla base della retrazione delle gengive, quanto piuttosto dei sintomi e delle buone pratiche che ognuno può adottare per prevenire questa patologia.

Saper riconoscere la recessione gengivale con un certo anticipo può essere decisivo per la guarigione.

Molto spesso infatti questa patologia del cavo orale agisce (e quindi peggiora) in silenzio, senza che il paziente possa rendersene pienamente conto.

Tuttavia, è bene imparare a prestare attenzione ad alcuni piccoli segnali che indicano la possibile presenza di gengive “malate”.

In che cosa consistono questi segnali? Vediamoli insieme.

 

I sintomi della retrazione delle gengive

Il sintomo più comune ed evidente di retrazione delle gengive è rappresentato certamente da un aumento di sensibilità dentinale.

Denti sensibili possono indicare infatti la scopertura parziale della radice che costituisce appunto la parte più sensibile del dente e quindi quella più sofferente agli sbalzi di temperatura.

Osservando attentamente la propria dentatura inoltre è possibile verificare l’effettiva tendenza delle gengive a ritrarsi.

Anche il sanguinamento gengivale può essere un indicatore da tenere in considerazione.

Così come anche l’accumulo evidente di placca e tartaro tra corona clinica e gengiva.

In questi casi l’unica cosa sensata da fare è rivolgersi immediatamente a una clinica odontoiatrica specializzata.

 

Prevenzione e buone abitudini di vita

Ci sono alcuni accorgimenti che possono essere messi in atto per prevenire la retrazione delle gengive.

Sicuramente la pulizia e l’igiene costituiscono il primo fattore di prevenzione.

Il corretto utilizzo di spazzolino e del filo interdentale è in grado di ridurre sensibilmente la probabilità di recessione gengivale.

Inoltre è consigliabile utilizzare sempre uno spazzolino a setole morbide, sia esso manuale o elettrico, che riteniamo molto più efficace nella rimozione della placca.

Anche le buone abitudini aiutano nella prevenzione della retrazione gengivale.

Evitare il fumo da sigaretta e per quanto possibile non assumere bevande acide che possono corrodere lo smalto.

Infine un’attività fisica regolare e uno stile di vita sano (da evitare anche le situazioni di forte stress) costituiscono fattori importanti per la prevenzione di queste problematiche talvolta collegate ad un’eziologia parafunzionale.

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parodontite e diabete
Diabete e parodontite: alcune cose da sapere

Denti e gengive possono dirci molto sullo stato di salute del nostro organismo.

La correlazione tra salute del cavo orale e malattie sistemiche infatti è molto forte e abbiamo già avuto modo di accennarne in passato sul nostro blog.

Torniamo sull’argomento con l’intento di indagare nello specifico il legame, meno noto ma ben evidente, che sussiste tra diabete e parodontite.

Forse molti non sanno, infatti, che queste due patologie possono essere strettamente correlate.

Ma prima di capire come e perché vediamo insieme qualche spunto interessante su cui riflettere.

 

Legame tra diabete e parodontite: dati e spunti

In Italia sono quasi 4 milioni le persone che soffrono di diabete e circa 8 quelle che presentano forme più o meno gravi di parodontite.

La malattia parodontale può rimanere asintomatica per diverso tempo; di solito il primo sintomo visibile si manifesta con il sanguinamento gengivale. In quel caso occorre subito rivolgersi al proprio medico dentista per approntare un piano terapeutico efficace.

Proprio per questa fase iniziale spesso priva di sintomi percepibili, la parodontite presenta elevate percentuali di casi non diagnosticati.

Questo è il primo elemento che accomuna diabete e parodontite. Anche il diabete, infatti, è difficile da diagnosticare nelle prime fasi.

Ma c’è molto di più.

Coloro che soffrono di diabete presentano un rischio di ammalarsi di parodontite di ben 3 volte superiore rispetto ai soggetti sani; viceversa chi soffre di parodontite sviluppa una tendenza più marcata ad ammalarsi anche di diabete.

 

Cosa fare?

Da queste semplici correlazioni statistiche si evince chiaramente quanto la diagnosi precoce possa essere importante al fine di predisporre terapie realmente efficaci.

In questo scenario l’odontoiatra ricopre un ruolo fondamentale: dallo stato di salute di denti e gengive, infatti, egli può rilevare i primi segni di sospetto diabete.

In tal caso può suggerire al paziente di eseguire gli esami del sangue e di effettuare una visita medica specialistica.

Può altresì indicare al paziente alcuni piccoli accorgimenti quotidiani utili alla prevenzione, come ad esempio fare un’attività fisica costante e moderata; seguire una dieta sana ed equilibrata e, ca va sens dire, fare molta attenzione alla propria igiene orale.

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fototerapia
La fototerapia: la tecnologia nella terapia parodontale

In passato sul nostro blog abbiamo più volte sviscerato il tema della parodontite che è, insieme alla carie, una delle patologie dentali più diffuse.

Quest’oggi torniamo sul tema per illustrarvi l’efficacia della fototerapia come coadiuvante nella terapia della malattia parodontale.

Partiamo dal presupposto che sebbene il biofilm orale, ovvero la patina di microrganismi che si forma naturalmente sulla superficie di denti e gengive, rappresenti il principale fattore implicato nell’insorgenza della parodontite, esistono anche altre cause collegate a questa malattia.

Predisposizione genetica, stress, fumo, disfunzioni ormonali e altre malattie sistemiche possono infatti favorire il manifestarsi della parodontite.

La fototerapia può essere un ottimo coadiuvante nella terapia parodontale. Vediamo come e perché.

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il fumo fa male ai denti
Perché il fumo fa male ai denti

Non ci sarebbe alcun bisogno di mettere in evidenza la correlazione tra il vizio del fumo e la salute dentale per decidere di smettere di fumare.

Il fumo fa male. Punto.

E quella di smettere di fumare è la decisione più saggia che un fumatore possa prendere.

Non domani, non oggi, ma subito, adesso!

E sì, il fumo fa male ai denti, ma di questo forse non tutti i fumatori ne sono conoscenza.

Quindi se cerchi un altro buon motivo per cui valga la pena abbandonare le sigarette è proprio questo. 

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parodontite e cirrosi epatica
Parodontite e cirrosi epatica: risultati della ricerca

Non è la prima volta che ci occupiamo sul nostro blog di indagare il legame esistente tra salute orale e malattie sistemiche.

Sono sempre di più infatti gli studi e le ricerche che mettono in evidenza come la cura di denti e gengive possa essere di grande aiuto nella prevenzione e nel trattamento di patologie croniche a livello dell’intero organismo.

L’ultima prova in tal senso viene da una ricerca effettuata dalla Virginia Commonwealth University che mette in relazione parodontite e cirrosi epatica.

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rischio salute orale causa parodontite
Un male oscuro: rischio salute orale a causa della parodontite

C’è un male oscuro e silenzioso che aleggia su una larghissima parte della popolazione italiana: la parodontite. Sono 8 milioni coloro che ne soffrono e 20 quelli potenzialmente a rischio, ma molti di loro non sono consapevoli dei danni che questa patologia può provocare. Il rischio salute orale a causa della parodontite infatti è molto alto e si manifesta molto spesso con la perdita prematura e progressiva dei denti naturali. Quali sono dunque i primi sintomi della malattia parodontale e cosa occorre fare quando si presentano? Inutile dire che per prima cosa occorre rivolgersi a un bravo odontoiatra per capire come intervenire nel più breve tempo possibile.

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