disturbi cavo orale

mal di denti
Mal di denti: le cause più comuni

Non c’è nulla di più fastidioso e psicologicamente sfiancante del mal di denti, vero?

Quelle fitte così lancinanti e intense che ci trapanano il cervello e che non ci fanno dormire la notte!

Se ne soffri o ne hai sofferto in passato, sai benissimo di cosa stiamo parlando.

Il mal di denti toglie energie fisiche e mentali, rende nervosi e indisponenti, annebbia la concentrazione e distrae dal lavoro e dallo studio. 

Perché dunque continuare a soffrire? 

In questi casi un rapido consulto presso lo studio dentistico Dott.ri Nobile è la soluzione al problema.

Perché una cosa è certa: quando i denti fanno male c’è un problema a monte da risolvere.

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denti larghi
Denti larghi e distanti Capita anche ai vip

Brigitte Bardot, Ornella Muti, Ronaldo “Il fenomeno”, Madonna, Elton John e potremmo andare avanti ancora a lungo.

Vi starete chiedendo: cosa hanno in comune tutti questi personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo?

Sono tutti affetti, in forma più o meno grave, da diastema. Detto in parole povere, presentano denti larghi e distanti.

C’è chi li considera un segno distintivo e chi addirittura un portafortuna, ma i denti larghi e distanti possono anche dare origine a disturbi del cavo orale di non poco conto.

E sì, anche i VIP possono soffrirne.

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recessione delle gengive
Radici dei denti scoperte: la recessione delle gengive

La recessione delle gengive è un problema che affligge 39 italiani adulti su 100. 

Accede spesso, tuttavia, che molti tra coloro che ne soffrono non si accorgano di avere le radici dei denti scoperte e questo è un problema di non poco conto.

Sebbene sulle prima possa apparire come un disturbo gengivale di carattere puramente estetico, la recessione può degenerare in una vera e propria malattia dentale.

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denti storti
Denti storti: suggerimenti e soluzioni

Chi non vorrebbe poter mostrare sempre un bel sorriso con denti bianchi e perfetti

Il sorriso è il nostro biglietto da visita, quello con cui ci presentiamo nelle occasioni sociali. Perché tutti noi –  inutile negarlo – desideriamo ben figurare al cospetto delle altre persone.

Tuttavia, avere un bel sorriso non è solo una questione estetica: avere denti belli da mostrare significa innanzitutto poter contare su una bocca in perfetta salute.

I denti storti, ad esempio, oltre a creare un evidente imbarazzo, possono dare origine a problematiche di diverso tipo e con differente grado di gravità.

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Bruxismo
La scelta del bite come rimedio al bruxismo

L’ortognatodonzia è una branca della medicina odontoiatrica che si occupa nello specifico dello studio, la diagnosi e la cura dei posizionamenti anomali degli elementi dentali.

Le malocclusioni in effetti possono dare origine a problemi di varia natura alla masticazione (con evidenti conseguenze sulla digestione), alla fonazione e alla postura.

Anche il bruxismo, ovvero la tendenza a digrignare i denti durante le ore di sonno, può essere causato da problemi ortodontici.

Tra i rimedi efficaci contro il bruxismo la scelta del bite è l’opzione che al momento consente di ottenere i migliori risultati. 

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alitosi alito cattivo
Alito cattivo: suggerimenti e rimedi per l’alitosi

Quando siamo a contatto con gli altri ci sentiamo in imbarazzo se ci accorgiamo di avere l’alito cattivo.

L’alitosi in effetti può essere un ostacolo non da poco nella costruzione delle relazioni interpersonali. Quando una persona emana odore sgradevole non offre di certo una buona immagine di sé.

Le statistiche dicono che il 25% della popolazione italiana ne soffre e il più delle volte non ne è minimamente consapevole.

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apnee notturne
Apnee notturne: la soluzione c’è

Gli effetti dovuti alle apnee notturne, dette anche OSAS o Sindrome delle Apnee Ostruttive del sonno, rappresentano una vera e propria piaga sociale.

No, non stiamo esagerando e i dati ufficiali sugli incidenti stradali e gli infortuni sul lavoro lo dimostrano chiaramente.

Secondo l’Automobile Club Italia, il 7% degli incidenti stradali è dovuto a colpi di sonno. Questo significa che ogni anno muoiono sulle strade 250 persone e 12 mila rimangono ferite.

Una vera e propria strage.

Se si parla di incidenti sul lavoro le cose assumono addirittura i contorni di una catastrofe: 1200 morti e 25 mila invalidi permanenti dovuti a colpi di sonno.

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cura delle gengive
Cura delle gengive: i consigli dell’esperto

Per una salute orale ottimale è bene avere una buona cura delle gengive.

Le gengive infatti fanno parte della struttura sulla quale i denti si sorreggono.

Pertanto, se si ammalano (parodontite, gengivite), ne risentirà la salute dei denti e di tutta la bocca.

Gengive gonfie, sanguinanti o infiammate sono il sintomo evidente che qualcosa non va.

È bene in questi casi rivolgersi subito al proprio medico dentista per una diagnosi precisa e una terapia efficace.

In ogni caso possiamo mettere in atto alcune buone pratiche quotidiane per cercare di prevenire questo genere di patologie.

 

Pratiche di prevenzione per una buona cura delle gengive

La pulizia e l’igiene dentale sono al primo posto come strumento di prevenzione.

Ma il punto è un altro: COME ci si deve prendere cura delle gengive in fase di pulizia?

Innanzitutto ci preme sottolineare che non servono spazzolini iper-tecnologici o fantomatici collutori disinfettanti.

Ciò che occorre davvero, è sapere come pulire denti e gengive e soprattutto acquisire l’abitudine di farlo tutti i giorni, almeno 2 volte al giorno (non lasciare passare più di 12 ore tra un lavaggio e l’altro).

È consigliabile effettuare oltre alle operazioni di routine anche una pulizia a secco e lavare accuratamente lo spazzolino al termine dell’operazione.

Evitate inoltre di utilizzare regolarmente il classico cappuccio di plastica per coprire la testina poiché è una fonte inesauribile di batteri. Consigliamo di utilizzarlo solo quando ci si deve spostare e immediatamente igienizzarlo se possibile.

 

Cura delle gengive nei bambini

La cura delle gengive è importante anche per i bambini, non sono per gli adulti.

Occorre infatti abituare l’infante a curare la propria igiene orale sin dai primi anni di vita in modo che diventi un’abitudine consolidata.

Ma c’è di più.

È buona cosa pulire e igienizzare anche le gengive dei neonati, quando ancora non sono spuntati i primi dentini. 

Lo si può fare, ad esempio, passando con delicatezza una garza inumidita dopo la poppata ed evitando semplicemente di somministrare sostanze zuccherate, come il miele, per favorire il sonno del neonato.

Seguendo queste semplici norme igieniche ci si può prendere cura delle gengive senza troppe difficoltà.

Tanto basta per scongiurare l’insorgenza di patologie di origine batterica come la parodontite che possono causare persino al perdita dei denti naturali.

 

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retrazione delle gengive
Retrazione delle gengive: sintomi e cure

In questo articolo non parleremo nello specifico delle cause che sono alla base della retrazione delle gengive, quanto piuttosto dei sintomi e delle buone pratiche che ognuno può adottare per prevenire questa patologia.

Saper riconoscere la recessione gengivale con un certo anticipo può essere decisivo per la guarigione.

Molto spesso infatti questa patologia del cavo orale agisce (e quindi peggiora) in silenzio, senza che il paziente possa rendersene pienamente conto.

Tuttavia, è bene imparare a prestare attenzione ad alcuni piccoli segnali che indicano la possibile presenza di gengive “malate”.

In che cosa consistono questi segnali? Vediamoli insieme.

 

I sintomi della retrazione delle gengive

Il sintomo più comune ed evidente di retrazione delle gengive è rappresentato certamente da un aumento di sensibilità dentinale.

Denti sensibili possono indicare infatti la scopertura parziale della radice che costituisce appunto la parte più sensibile del dente e quindi quella più sofferente agli sbalzi di temperatura.

Osservando attentamente la propria dentatura inoltre è possibile verificare l’effettiva tendenza delle gengive a ritrarsi.

Anche il sanguinamento gengivale può essere un indicatore da tenere in considerazione.

Così come anche l’accumulo evidente di placca e tartaro tra corona clinica e gengiva.

In questi casi l’unica cosa sensata da fare è rivolgersi immediatamente a una clinica odontoiatrica specializzata.

 

Prevenzione e buone abitudini di vita

Ci sono alcuni accorgimenti che possono essere messi in atto per prevenire la retrazione delle gengive.

Sicuramente la pulizia e l’igiene costituiscono il primo fattore di prevenzione.

Il corretto utilizzo di spazzolino e del filo interdentale è in grado di ridurre sensibilmente la probabilità di recessione gengivale.

Inoltre è consigliabile utilizzare sempre uno spazzolino a setole morbide, sia esso manuale o elettrico, che riteniamo molto più efficace nella rimozione della placca.

Anche le buone abitudini aiutano nella prevenzione della retrazione gengivale.

Evitare il fumo da sigaretta e per quanto possibile non assumere bevande acide che possono corrodere lo smalto.

Infine un’attività fisica regolare e uno stile di vita sano (da evitare anche le situazioni di forte stress) costituiscono fattori importanti per la prevenzione di queste problematiche talvolta collegate ad un’eziologia parafunzionale.

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serramento dei denti
Bruxismo e serramento dei denti: le parafunzioni

Bruxismo e serramento dei denti sono due parafunzioni che possono avere origini comuni ed effetti simili. Abbiamo già avuto modo di affrontare l’argomento bruxismo in un precedente articolo, mettendo in evidenza i possibili rimedi per combatterlo.

In questo articolo vogliamo invece inquadrarlo insieme all’altra parafunzione più diffusa, appunto il serramento dei denti.

 

Cosa sono le parafunzioni?

Ma che cosa si intende esattamente per parafunzioni?

Le parafunzioni sono atteggiamenti non fisiologici che il soggetto assume quando le due arcate dentarie entrano in contatto.

Non concernono, quindi, la modalità con cui le due arcate si interfacciano come nel caso dei disturbi di malocclusione, ma piuttosto l’“attitudine” alla tensione e allo stress che il paziente somatizza attraverso il contatto.

Per chiarire meglio il concetto, se la malocclusione riguarda il mancato allineamento tra le arcate, il bruxismo consiste nel digrignamento dei denti e rappresenta quindi un comportamento sbagliato assunto dal soggetto.

Allo stesso modo anche il serrare i denti esercitando una pressione anomala costituisce una parafunzione.

 

 

Come intervenire in caso di bruxismo, serramento dei denti e click mandibolare

È evidente, dunque, che le parafunzioni non hanno un’origine prettamente fisiologica, ma piuttosto psicologica.

Sono di fatto modi anomali di scaricare le tensioni e quindi di somatizzare lo stress e possono manifestarsi sia di notte che durante le ore diurne.

Sul lungo periodo questi atteggiamenti involontari provocano non pochi problemi a livello masticatorio.

Ci riferiamo in particolare al cosiddetto click mandibolare che consiste nell’alterazione dell’articolazione temporo-mandibolare derivante proprio da parafunzioni di lungo periodo.

È bene quindi intervenire tempestivamente quando ci si rende conto del problema.

Come?

Un modo sicuramente efficace consiste nell’applicare un bite dentale con l’obbiettivo di ripristinare la normale funzionalità masticatoria, ove necessario 

Il bite deve logicamente essere realizzato su misura dopo opportuna diagnosi effettuata presso uno studio dentistico specializzato.

A ciò si può accompagnare anche una terapia di tipo farmacologico attraverso la somministrazione di farmaci miorilassanti che contribuiscano, insieme a esercizi articolatori mirati, a decontrarre la muscolatura.

Sovente nella nostra clinica quotidiana ci capita di collaborare in team con un osteopata per realizzare la miglior terapia possibile per il paziente disfunzionale, analizzando il problema anche da altre prospettive.

Occorre dunque anche in questo caso rivolgersi a un medico dentista in grado di effettuare una diagnosi accurata e approntare la giusta terapia per il paziente.

 

 

 

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