Posts Taged carie

gomme da masticare
Gomme da masticare: fanno bene o fanno male ai denti?

Può un chewing gum senza zucchero essere utilizzato come strumento di prevenzione della carie?

Sembrerebbe proprio di sì stando ai risultati di una ricerca scientifica durata 50 anni e che ha appunto preso in esame l’utilizzo del chewing gum da parte di un consistente campione di pazienti.

Tutto ciò è quantomeno sorprendente se si pensa che solitamente i dentisti sono i primi a sconsigliare l’uso delle cosiddette gomme da masticare.

Ma prima di chiedervi se le gomme da masticare fanno bene o male, c’è qualcosa che dovete sapere…

Leggi Tutto
carie nei bambini
La carie nei bambini: consigli utili

Scarsa attenzione dei genitori per l’igiene orale dei figli come principale causa di carie nei bambini?

Sembrerebbe proprio così stando ai risultati di uno studio pubblicato sulla rivista “European Journal of Paediatric Dentistry“.

Secondo lo studio 6 bambini italiani su 100 di età tra i due e i tre anni presentano denti con carie e la “colpa”, appunto, sarebbe dei genitori che rinunciano a portare i propri figli dal dentista.

C’è da dire, però, a loro discolpa, che solo un pediatra su cento li consiglia e li indirizza in tal senso.

Questo logicamente si ripercuote sulla salute dentale dell’infante aumentando il rischio di carie.

Leggi Tutto
prevenzione della carie
Cura e prevenzione della carie: alcune novità

La carie è considerata a ragione il nemico numero uno dei denti in quanto può intaccare irrimediabilmente lo smalto sino, nei casi più gravi, a portare alla sua completa erosione.

È bene dunque compiere sempre azioni mirate di cura e prevenzione della carie: la pulizia e l’igiene dentale quotidiana, come abbiamo sempre evidenziato, sono fondamentali in tal senso.

La carie infatti ha origine dall’azione di batteri che si depositano sulla superficie dentale; occorre pertanto provvedere alla loro rimozione almeno due volte al giorno al fine di scongiurare l’insorgenza di dannose patologie dentali.

Ma da uno studio di ricerca dell’Università di Anhui emerge un’importante novità terapeutica di cui vogliamo di seguito rendervi partecipi.

Leggi Tutto
Restauro-due-pareti-un-molare-superiore-c
Le otturazioni: quali sono i materiali utilizzati

Le otturazioni rappresentano la soluzione terapeutica più utilizzata nella cura delle carie dentali.

Consistono nell’asportazione della parte cariata o danneggiata e nella successiva sostituzione con materiali idonei al ripristino della forma originaria del dente.

Ma quali sono, appunto, i materiali utilizzati nelle otturazioni? Hanno la stessa efficacia? Sono pericolosi per la salute?

Cerchiamo di rispondere a queste domande e di fare un po’ di chiarezza su questo argomento.

 

Materiali per otturazioni: l’amalgama è pericoloso?

Fino a qualche anno fa l’amalgama di argento (una lega metallica composta da argento, rame, stagno e mercurio) era il materiale più utilizzato per le otturazioni dentali.

Con il tempo l’amalgama è stato via via sostituito dai compositi in resina. 

I motivi di questa sostituzione sono essenzialmente due:

  1. Innanzitutto l’amalgama è un materiale molto impattante dal punto di vista estetico (il classico colore metallico delle “vecchie” otturazioni) mentre i compositi hanno una pigmentazione molto simile al colore naturale dello smalto.
  2. In secondo luogo la presenza di mercurio all’interno dell’amalgama ha generato diffuse preoccupazioni sulla sua possibile influenza nell’insorgenza di alcune patologie.

Sebbene non siano emerse evidenze scientifiche che attestino la pericolosità dell’amalgama per l’organismo, anche l’OMS ne sconsiglia l’uso in via precauzionale nei soggetti più deboli (donne in gravidanza, immunodepressi, ecc.).

 

Compositi vs amalgame

Oggigiorno dunque i compositi rappresentano i materiali da restauro dentale più indicati per le otturazioni.

Si tratta all’atto pratico di resine potenziate con particelle di silice e quarzo che garantiscono notevoli proprietà meccaniche di durezza e resistenza.

Inoltre, come si è già detto, un’otturazione in materiale composito offre ottime garanzie anche dal punto di vista estetico uniformandosi perfettamente al colore dello smalto.

A questo punto la domanda sorge spontanea: è consigliabile sostituire le vecchie otturazioni in amalgama già effettuate con il composito?

Se non sussistono ragioni di carattere clinico o estetiche, la risposta è semplice: no.

Lo ripetiamo a scanso di equivoci: non ci sono prove scientifiche circa la presunta pericolosità delle amalgame per l’organismo.

Ad ogni modo per maggiori delucidazioni su questo controverso tema vi invitiamo a contattarci. Lo studio Dott.ri Nobile sarà ben felice di offrirvi tutte le spiegazioni del caso.

Leggi Tutto
Otturazioni dentali
Otturazioni dentali: quale scegliere?

Abbiamo già avuto modo in passato di affrontare sul nostro blog il tema delle “otturazioni”.

Lo abbiamo fatto prendendo spunto da uno studio del King’s College di Londra, in cui si metteva in evidenza la possibilità di adottare modalità terapeutiche alternative nell’ odontoiatria conservativa.

Al momento, tuttavia, le classiche otturazioni dentali rimangono il metodo più efficace e sicuro per il restauro di denti cariati o danneggiati.

Possiamo distinguere differenti tipologie di otturazione in base al tipo di materiale normalmente utilizzato come mezzo restaurativo.

Qual è quindi il tipo di materiale migliore?

 

Otturazioni dentali in resina organica

Secondo l’Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa, la classico amalgama d’argento utilizzata per decenni per le otturazioni dentali sarebbe da evitare in quanto potenzialmente tossico a causa della presenza del mercurio suo interno.

Questa raccomandazione si basa anche sul fatto che oggigiorno esistono molte valide alternative all’amalgama in argento.

Ci riferiamo in particolare ai materiali compositi di ultima generazione a base di resine organiche come cristalli di silicio e quarzo.

Tali resine garantiscono una resistenza all’usura e al tempo del tutto paragonabile a quella dei metalli; queste resine consentono di risparmiare più tessuto sano nel dente, rispettando i principi di mini-invasività tipici delle procedure adesive; infine ma non meno importante, queste resine agevolano anche eventuali reinterventi successivi sul dente.

Inoltre si integrano al meglio con i tessuti naturali del dente anche dal punto di vista strettamente estetico.

 

Pazienti informati e consapevoli

Le resine composite, quindi, sono ad oggi il materiale migliore con cui eseguire otturazioni dentali di alta qualità, da un punto di vista funzionale ed estetico.

Il problema è che molti pazienti in Italia ancora non lo sanno e restano convinti del fatto che le otturazioni in argento siano le migliori in assoluto.

La verità, come abbiamo visto, sta esattamente all’opposto.

In generale, sul tema dell’odontoiatria oggigiorno c’è molta disinformazione e di conseguenza una scarsa consapevolezza di quelli che possono essere i rischi e le opportunità derivanti dall’utilizzo di tecnologie all’avanguardia.

Per questo motivo noi dello studio Dott.Nobile di Torino riteniamo di fondamentale importanza tenere i pazienti e i lettori del nostro blog costantemente informati su quel che accade nel settore.

Solo pazienti informati e pienamente consapevoli, infatti, possono scegliere la soluzione terapeutica ottimale su consiglio del medico dentista.

Leggi Tutto
cura per le carie
Nuova cura per le carie

La carie è una delle patologie del cavo orale più conosciute e diffuse.

La sua insorgenza può essere però evitata o quantomeno ridotta attraverso buone pratiche di prevenzione quotidiana che consistono essenzialmente in una dieta equilibrata e in accurate e costanti abitudini di igiene orale.

Tuttavia, una volta che la lesione cariosa si manifesta, non si può far altro che procedere con le “classiche” otturazioni dentali allo scopo di sostituire la parte di dente danneggiata con materiali idonei, resine composite in particolare.

Un recente studio dell’Università di Tel Aviv pubblicato sulla rivista ACS Applied Materials & Interfaces ha messo in luce la possibilità di utilizzare un nuovo tipo di materiale nella cura per le carie.

Si tratta ovviamente di uno studio ancora in fase di sperimentazione, ma le prospettive per un utilizzo futuro sembrano più che buone.

Vediamo più in dettaglio di cosa si tratta.

Leggi Tutto
endodonzia
Cos’è l’Endodonzia?

Anche se non sei mai stato dal dentista (ma dovresti farlo per un controllo preventivo, prenota subito la prima visita gratuita qui – link), forse avrai già sentito parlare di “devitalizzazione” o  “terapia canalare”.

Si tratta di un trattamento terapeutico molto comune in odontoiatria.

L’endodonzia è la scienza medica in ambito odontoiatrico che si occupa specificamente delle problematiche riguardanti i tessuti interni dei denti.

Il trattamento endodontico si rende necessario quando tali tessuti, che occupano la radice dentale, si ammalano e vengono seriamente danneggiati a causa di un fenomeno carioso particolarmente aggressivo e prolungato nel tempo o a causa di lesioni traumatiche.

Leggi Tutto
curare le carie
Carie: come curarle

La carie, questa maledetta!
Ad oggi è ancora la patologia più diffusa al mondo!

È lei la nemica numero uno dei nostri denti, la lesione dentale più comune e più temuta che ne mette a repentaglio sia la funzionalità che l’aspetto.

Purtroppo quando ci accorgiamo di avere una carie, il più delle volte è già troppo tardi, perché ha già intaccato lo smalto e dalla superficie sta penetrando all’interno del dente, nella dentina.

Occorre allora intervenire subito per limitarne il più possibile i danni. È raro infatti che una carie regredisca da sola.

Ma come curare le carie? Quali sono le metodologie migliori che un medico dentista può mettere in atto?

Come ha origine la carie

curare la carieLe carie si formano dalla placca, un sottile strato di batteri che si deposita sulla superficie dentale a causa della scarsa igiene orale.

Quando i batteri della placca vengono a contatto con gli zuccheri, creano un ambiente acido che intacca la parte superficiale dello smalto.

Questa è la prima fase di generazione della carie ed è difficile accorgersi che qualcosa stia effettivamente cambiando nella nostra bocca.

Nel momento in cui si avvertono i primi fastidi e dolori purtroppo la carie ha già aggredito il dente in profondità. Ed è almeno a questo punto che sarebbe bene rivolgersi immediatamente a uno studio dentistico.

Come curare le carie con le tecniche conservative

Per curare le carie si adottano le cosiddette tecniche conservative che hanno come obiettivo quello di conservare il più possibile la parte sana del dente.

Molto dipende dalla gravità della situazione, ovvero da quanto la carie è arrivata in profondità e se ha raggiunto o meno la polpa dentale.

Le carie superficiali di solito vengono curate con semplici otturazioni di resina composita, un materiale molto resistente dello stesso colore del dente naturale.

Se invece la lesione ha intaccato importanti porzioni strutturali del dente allora si può riabilitare l’elemento dentario con un intarsio, un particolare restauro protesico realizzato in laboratorio in composito o in ceramica integrale tale riabilitazione può essere utilizzata anche sui denti devitalizzati.

Per i denti anteriori, invece, si possono adottare sia le tecniche di otturazione diretta o in caso di forti discromie o di variazioni di forma nel dente si può ricorrere alle faccette dentali o veneers che assicurano una migliore resa estetica.

Effettua un controllo presso lo studio dentistico Dott.ri Nobile a Torino per verificare l’eventuale presenza di carie e poter così intervenire il prima possibile e salvare i tuoi denti naturali.

Leggi Tutto
rischio carie respirare a bocca aperta
Rischio carie: respirare a bocca aperta fa male

Il russare è solo un fastidioso (e purtroppo rumoroso!) inconveniente notturno oppure è una vera e propria patologia del sonno che può avere conseguenze gravi anche per la salute dei denti?

Stando a quanto affermano gli esperti dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa (AIC) e alla luce dei recenti studi scientifici condotti in materia, i disturbi della respirazione possono aumentare in maniera considerevole il rischio di carie.

A cosa è dovuto ciò? Qual è il legame che unisce il fatto di respirare a bocca aperta all’aumento di lesioni cariose?

Leggi Tutto
cosa mangiare dopo un otturazione
Cosa mangiare dopo un’otturazione

Ecco una domanda che spesso molti pazienti si pongono dopo una seduta presso il nostro studio dentistico e in particolare dopo aver curato un dente affetto da carie: cosa mangiare dopo un’otturazione? Da questo punto di vista ci sono diversi fattori da considerare e di cui occorre tener conto, ma è bene sapere che l’eventuale disagio può durare al massimo qualche ora, a meno che non subentrino complicazioni particolari. Un’altra importante cosa da sapere, tuttavia, è che subito dopo la seduta terapeutica l’otturazione risulta già ben salda e indurita, per cui in linea teorica non ci sarebbero problemi per la masticazione. In teoria…

Cosa mangiare dopo un’otturazione e soprattutto…quando?

Appunto, in teoria. Il vero problema, infatti, non è tanto rappresentato dall’otturazione in sé quanto piuttosto dall’effetto dell’anestetico che può durare qualche ora dopo la prima somministrazione. I tessuti del cavo orale diventano completamente insensibili per cui può risultare persino difficile parlare, figurarsi mangiare qualcosa! Quindi è consigliabile evitare di masticare e ingerire bevande calde che, propria a causa della ridotta sensibilità dei tessuti, possono provocare scottature accidentali alla lingua, alle labbra e al palato. Cosa mangiare dopo un’otturazione, dunque? Un buon gelato in questi casi è una soluzione davvero ottima oltre che gustosissima.

La ricetta ideale dopo essere stati dal dentista: semplice, veloce e gustosissima

Quando l’effetto dell’anestesia pian piano si affievolisce potete iniziare nuovamente a masticare facendo attenzione tuttavia a non ingerire cibi troppo “stressanti” per la dentatura. Ad esempio potete prepararvi delle buonissime cotolette di salmone, pesce noto anche per la particolare morbidezza della sua “carne”. Si tratta di un piatto molto semplice da realizzare: passate i tranci di salmone nella farina precedentemente salata e quindi fateli rosolare in una pirofila da forno con un po’ di burro; nel frattempo preparate un salsa con vino bianco, panna liquida e pasta d’acciughe; versate quindi il composto sul salmone e infornate a 180° per circa 25 minuti. Avrete così un piatto gustosissimo senza dovervi più preoccupare di cosa mangiare dopo un’otturazione.

Leggi Tutto