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denti e mal di schiena
Quando il mal di schiena è causato dai denti

 

Svegliarsi ogni mattina con la schiena indolenzita non è proprio una sensazione piacevole; non è un buon modo per iniziare la giornata, non credi?

In Italia sono circa 15 milioni le persone che soffrono di mal di schiena. Se ci pensi bene si tratta di un numero enorme.

Eppure molto spesso è difficile risalire alle cause di fondo del problema. Questo succede perché il più delle volte non si considera lo stato di salute dell’apparato stomatognatico nel suo complesso.

Il cavo orale è una parte importante di tale apparato e può influire significativamente sulle articolazioni e la postura di tutto il corpo.

La connessione tra denti e mal di schiena, insomma, pur non essendo immediatamente intuitiva è reale per cui occorre tenerne conto in fase diagnostica.

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innesto gengivale
Innesto gengivale: che cos’è e a cosa serve

 

 C’è spesso la tendenza a considerare la salute orale solo come un fatto meramente dentale.

In verità la nostra bocca si compone di molti altri elementi oltre ai denti, di cui è bene tenere conto.

Ad esempio le gengive hanno bisogno della stessa cura e attenzione dei denti

Essendo costituite da tessuti molli, infatti, le gengive possono essere facilmente soggette a infiammazioni e sanguinamenti, i quali possono diventare l’anticamera di vere e proprie patologie come la parodontite e la recessione gengivale.

L’innesto gengivale è una tecnica chirurgica in grado di far fronte a questo genere di problematiche che mettono in pericolo la stabilità e l’estetica dei denti.

Vediamo in che cosa consiste questa tecnica e quando è bene utilizzarla.

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Gengive gonfie
Gengive gonfie: cosa fare in caso di gengive doloranti

Soffri spesso di gengive gonfie e doloranti? È un sintomo che non devi mai trascurare in quanto potrebbe essere il segno di un problema, se non addirittura di una vera e propria patologia in atto.

Quindi se riscontri questi sintomi rivolgiti subito a una medico dentista, onde evitare che la situazione possa progressivamente degenerare.

Il gonfiore può essere dovuto a diversi fattori: infezione batterica, infiammazione da gengivite, aumento del flusso sanguigno nei tessuti durante i mesi della gravidanza, carenze di tipo nutrizionale.

Altre volte può essere il segno di una vera e propria patologia in atto come il diabete, la parodontite o lo scorbuto.

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sanguinamento delle gengive
Sanguinamento delle gengive: cause e rimedi

Scorgere la presenza di sangue nella saliva mentre ci laviamo i denti non provoca di certo in noi una bella sensazione.

La preoccupazione immediatamente ci assale, perché il più delle volte non sappiamo individuarne le cause.

Nella maggior parte dei casi, tuttavia, la presenza di sangue in bocca è dovuto semplicemente al sanguinamento delle gengive.

Beninteso, questo non deve comunque lasciarci tranquilli in quanto le gengive sanguinanti sono sempre il sintomo evidente che qualcosa non sta funzionando nel nostro corpo.

Sì, ma che cosa esattamente? Cerchiamo di scoprirlo insieme in questo articolo.

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gengiviti
Gengiviti: cause e rimedi efficaci per le gengive infiammate

Ti è mai capitato guardandoti allo specchio di vedere le tue gengive particolarmente gonfie e arrossate?

Oppure quando ti lavi i denti di vedere tracce di sangue nella saliva?

Allora potresti avere la gengivite.

Non allarmarti, si tratta di un disturbo che colpisce circa l’80% della popolazione adulta, ma non per questo deve essere trascurata.

Infatti sebbene le gengiviti rappresentino una forma leggera di infiammazione delle gengive, se non vengono curate per tempo possono degenerare in forme infiammatorie più gravi come ad esempio la parodontite.

Dunque la cosa più opportuna da fare in questi casi è rivolgersi subito a un bravo medico dentista.

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salute gengivale
Salute gengivale: fa bene non solo ai denti

La salute gengivale è direttamente correlata alla salute di tutto l’organismo. Lo dimostrano diversi studi e una corposa bibliografia a riguardo.

Data l’importanza di questo argomento, dunque, abbiamo scelto di trattare più volte qui sul nostro blog disturbi e problematiche parodontali.

Come abbiamo visto, ad esempio, gengive che si ritirano e gengive infiammate rappresentano importanti conseguenze delle patologie parodontali, come la gengivite e la parodontite.

Ma non sono le uniche. In questo articolo vogliamo tornare sull’argomento e provare ad approfondire.

 

I piccoli segnali per monitorare la tua salute gengivale

La prima fondamentale cosa da fare per cercare di preservare la propria salute gengivale consiste certamente nell’eseguire una costante opera di auto-monitoraggio durante le fasi di igiene dentale quotidiana.

È importante, infatti, fare attenzione ad alcuni piccoli segnali che possono indicare la presenza di una patologia in atto.

Ad esempio: controllare se le gengive appaiono gonfie e arrossate o se durante lo spazzolamento si evidenzia del sanguinamento; notare se alcuni denti appaiono più “lunghi” di altri con gengive corte e strette; e ancora verificare l’eventuale presenza di pus.

Questi sono tutti segnali che ci dicono che qualcosa non va e che le gengive soffrono di una qualche forma infiammatoria.

 

L’arma migliore per la salute gengivale

La gengivite è un’infiammazione superficiale delle gengive che provoca arrossamento, sensibilità e sanguinamento.

Possiamo considerare invece la parodontite una forma di gengivite aggravata in cui l’infiammazione non si ferma alla superficie ma può scendere in profondità fino a coinvolgere il tessuto di sostegno e la radice dei denti.

In questo caso la recessione gengivale potrebbe risultare più evidente e il sanguinamento si manifesta con maggiore frequenza.

La tenuta stessa dei denti è fortemente a rischio e le probabilità di perdere gli elementi dentari aumentano.

Come fare per scongiurare questa eventualità?

La prevenzione è l’arma migliore che abbiamo per preservare la nostra salute gengivale. Questo si traduce all’atto pratico in:

  • pulizia quotidiana e accurata dei denti
  • monitoraggio costante
  • alimentazione sana a basso contenuto di zuccheri
  • no al tabacco e uso moderato di alcool

Si tratta di poche e semplici abitudini di vita che sarebbe bene far proprie fin dall’infanzia.

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recessioni gengivali
Cosa sono le recessioni gengivali?

Le recessioni gengivali rappresentano una tipologia di disturbo dentale molto diffusa.

Da un recente studio condotto su un campione di popolazione statunitense si è visto infatti che il fenomeno di recessione delle gengive colpisce circa il 90% della popolazione anziana.

Ma non solo. Anche nella popolazione adulta, quindi persone di entrambi i sessi, con un’età compresa tra i 18 e i 64 anni, esso si è manifestato in oltre il 50% dei casi.

Questi dati ci danno conto di quanto il problema sia effettivamente pressante e diffuso tra la popolazione e dell’importanza della parodontologia, la disciplina odontoiatrica che si occupa proprio di questa patologia.

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gengive sane
Impianti e gengive sane: 3 cose da sapere

In questo articolo vogliamo offrire alcune risposte, semplici ma autorevoli, sull’implantologia e sul legame tra impianti dentali e gengive sane.

In particolare cercheremo di rispondere a domande abbastanza comuni che possono sorgere nei pazienti affetti da parodontite o che comunque presentano problemi gengivali.

Ma andiamo con ordine.

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cura delle gengive
Cura delle gengive: i consigli dell’esperto

Per una salute orale ottimale è bene avere una buona cura delle gengive.

Le gengive infatti fanno parte della struttura sulla quale i denti si sorreggono.

Pertanto, se si ammalano (parodontite, gengivite), ne risentirà la salute dei denti e di tutta la bocca.

Gengive gonfie, sanguinanti o infiammate sono il sintomo evidente che qualcosa non va.

È bene in questi casi rivolgersi subito al proprio medico dentista per una diagnosi precisa e una terapia efficace.

In ogni caso possiamo mettere in atto alcune buone pratiche quotidiane per cercare di prevenire questo genere di patologie.

 

Pratiche di prevenzione per una buona cura delle gengive

La pulizia e l’igiene dentale sono al primo posto come strumento di prevenzione.

Ma il punto è un altro: COME ci si deve prendere cura delle gengive in fase di pulizia?

Innanzitutto ci preme sottolineare che non servono spazzolini iper-tecnologici o fantomatici collutori disinfettanti.

Ciò che occorre davvero, è sapere come pulire denti e gengive e soprattutto acquisire l’abitudine di farlo tutti i giorni, almeno 2 volte al giorno (non lasciare passare più di 12 ore tra un lavaggio e l’altro).

È consigliabile effettuare oltre alle operazioni di routine anche una pulizia a secco e lavare accuratamente lo spazzolino al termine dell’operazione.

Evitate inoltre di utilizzare regolarmente il classico cappuccio di plastica per coprire la testina poiché è una fonte inesauribile di batteri. Consigliamo di utilizzarlo solo quando ci si deve spostare e immediatamente igienizzarlo se possibile.

 

Cura delle gengive nei bambini

La cura delle gengive è importante anche per i bambini, non sono per gli adulti.

Occorre infatti abituare l’infante a curare la propria igiene orale sin dai primi anni di vita in modo che diventi un’abitudine consolidata.

Ma c’è di più.

È buona cosa pulire e igienizzare anche le gengive dei neonati, quando ancora non sono spuntati i primi dentini. 

Lo si può fare, ad esempio, passando con delicatezza una garza inumidita dopo la poppata ed evitando semplicemente di somministrare sostanze zuccherate, come il miele, per favorire il sonno del neonato.

Seguendo queste semplici norme igieniche ci si può prendere cura delle gengive senza troppe difficoltà.

Tanto basta per scongiurare l’insorgenza di patologie di origine batterica come la parodontite che possono causare persino al perdita dei denti naturali.

 

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retrazione delle gengive
Retrazione delle gengive: sintomi e cure

In questo articolo non parleremo nello specifico delle cause che sono alla base della retrazione delle gengive, quanto piuttosto dei sintomi e delle buone pratiche che ognuno può adottare per prevenire questa patologia.

Saper riconoscere la recessione gengivale con un certo anticipo può essere decisivo per la guarigione.

Molto spesso infatti questa patologia del cavo orale agisce (e quindi peggiora) in silenzio, senza che il paziente possa rendersene pienamente conto.

Tuttavia, è bene imparare a prestare attenzione ad alcuni piccoli segnali che indicano la possibile presenza di gengive “malate”.

In che cosa consistono questi segnali? Vediamoli insieme.

 

I sintomi della retrazione delle gengive

Il sintomo più comune ed evidente di retrazione delle gengive è rappresentato certamente da un aumento di sensibilità dentinale.

Denti sensibili possono indicare infatti la scopertura parziale della radice che costituisce appunto la parte più sensibile del dente e quindi quella più sofferente agli sbalzi di temperatura.

Osservando attentamente la propria dentatura inoltre è possibile verificare l’effettiva tendenza delle gengive a ritrarsi.

Anche il sanguinamento gengivale può essere un indicatore da tenere in considerazione.

Così come anche l’accumulo evidente di placca e tartaro tra corona clinica e gengiva.

In questi casi l’unica cosa sensata da fare è rivolgersi immediatamente a una clinica odontoiatrica specializzata.

 

Prevenzione e buone abitudini di vita

Ci sono alcuni accorgimenti che possono essere messi in atto per prevenire la retrazione delle gengive.

Sicuramente la pulizia e l’igiene costituiscono il primo fattore di prevenzione.

Il corretto utilizzo di spazzolino e del filo interdentale è in grado di ridurre sensibilmente la probabilità di recessione gengivale.

Inoltre è consigliabile utilizzare sempre uno spazzolino a setole morbide, sia esso manuale o elettrico, che riteniamo molto più efficace nella rimozione della placca.

Anche le buone abitudini aiutano nella prevenzione della retrazione gengivale.

Evitare il fumo da sigaretta e per quanto possibile non assumere bevande acide che possono corrodere lo smalto.

Infine un’attività fisica regolare e uno stile di vita sano (da evitare anche le situazioni di forte stress) costituiscono fattori importanti per la prevenzione di queste problematiche talvolta collegate ad un’eziologia parafunzionale.

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